La cronoterapia fornisce la sostanza ottimale nel momento di maggiore efficacia
Punti vendita: Disponibili in farmacia o mediante la ditta Pharmatrans | Hotline per ordini: 00800-8020 8030 o: +31-43-7999 070

Introduzione alla ­cronobiologia:

guarire in modo più efficace ­seguendo l’orologio interno

Le conoscenze sull’azione delle sostanze contenute nelle piante sono sempre più concrete. Da molte dozzine di sostanze nascono preparati con finalità davvero speciali. Particolarmente importante è stabilire in quale momento della giornata e in quale combinazione devono essere immesse nell’organismo. La cronoterapia prescrive misure terapeutiche in sintonia con l’orologio interno. Un complicato sistema di regole stabilisce il momento migliore per ottenere la maggiore efficacia con una dose minima, per un’interazione intelligente delle sostanze. Così la sorprendente scienza della cronobiologia è in grado di correggere gli approcci difettosi dei decenni scorsi e consente di evitare di fare la cosa giusta al momento sbagliato.

Un complicato sistema di regole stabilisce il momento migliore per ottenere la maggiore efficacia con una dose minima, per un’interazione intelligente delle sostanze.

La cronoterapia può essere un fattore decisivo a supporto dell’organismo, se il preparato introdotto nell’organismo può esplicare la massima azione. L’efficienza di un trattamento aumenta e gli effetti collaterali si riducono.

I quattro principi di base della cronoterapia sono:

  • la sostanza ottimale
  • il dosaggio corretto
  • l'organo preposto
  • il ritmo biodisponibile giornaliero

Il giovane movimento della medicina anti-aging si pone un obiettivo elevato, ovvero modificare i processi biologici che hanno luogo nel corpo umano da milioni di anni. Ad ogni tessuto, ad ogni organo è riservata una durata limitata. Il nostro invecchiamento ha una lunghissima storia evoluzionistica. Abbiamo la garanzia di poter modificare o incrementare questa durata nell’arco di pochi decenni.

To top Torna su

 
Clicca qui per continuare la lettura: «L’uomo è ciò che mangia»